Un pomeriggio un mio
amico mi telefonò. Non immaginate cellulari o tecnologie varie, era il classico
telefono con i numeri a cerchio, Il telefono si trovava all'ingresso, e mia
madre non lo mollava sino a quando non rispondevo.
"Mà, chi è"
"Esti cussu maccu
de Federico (nome inventato), abbarra in domu, cussu è maccu." Mia madre
era convinta che tutti i miei amici fossero dei delinquenti, ma a fare cazzate
eravamo tutti ben pronti, e non c'era uno che si poteva mettere la spalletta di
più delinquente dell'altro. Certo, ne combinavamo, ma come tutti i ragazzini.
Dov'ero arrivato? Ah sì, ecco.
"Ciao Fede, che
c'è?"
"No, niente Vi,
dobbiamo andare nel paese vicino."
"Perché?"
"Ti ricordi quella
ragazza che mi piaceva?"
"Certo,
quindi?"
"Un tizio la sta
scocciando," mi fa Federico, 2devo andare a picchiarlo!"
"Al suo
paese?"
"Eia"
"In quanti
siamo?"
"Io e te"
"ok" concludo
senza nemmeno abbassare la cornetta.
Niente, Federico mi
chiama perché al tempo non avevamo il campanello, e arriviamo a Fantasilandia a
piedi passando da qualche scorciatoia. Io avevo lo zaino pieno di enormi
confezioni di yogurt, di quello che in giro non si trova più, e nel frattempo
Federico mi mostrava come avrebbe picchiato il suo rivale.
"Senti
Federico", gli faccio, "ma questa ragazza chi vuole?"
"Stamattina la
cugina mi ha detto che vuole quest'altro...!"
" Bene bene"
Io e Adriano varchiamo
le forche caudine, ed arriviamo alle prime case. A tutti Adriano chiedeva:
"Hai visto
Giovanni (nome inventato)?"
"No, perché?"
rispondeva l'autoctono.
"Lo devo
picchiare."
Tutti coloro che
sentivano questa frase ci seguivano, anche perché Giovanni era bello grosso.
Sta il fatto che la voce si sparge in tutto il paese, mi volto e alle spalle
vedo 30 ragazzini affatto ben disposti nei nostri confronti.
La fine? Niente di
particolare. Giovanni esce di casa, chiede a Federico che cosa vuole. Dunque
esce la ragazza, che dice a chiare lettere che lei è innamorata di Giovanni.
Dunque io e Federico ritorniamo a casa, senza aver risolto nulla. Se non altro,
non ci avevano picchiato.
#vincenzomariadascanio
